07 Ott

Sicurezza Alimentare HCCP

HACCP è una metodologia operativa riconosciuta a livello internazionale per la prevenzione o minimizzazione dei rischi per la sicurezza nei processi di preparazione di cibi e bevande.
Si tratta di un approccio preventivo e strutturato alla sicurezza che ha come obiettivo l’ottimizzazione delle attività per fornire ai consumatori prodotti alimentari sicuri.
La metodologia HACCP è obbligatoria in molti Paesi, tra i quali l'Unione Europea e gli Stati Uniti.

Cos'è il metodo HACCP?

HACCP è uno strumento per la gestione del rischio ideato specificamente per il settore agroalimentare dalla Codex Alimentarius Commission, una commissione creata congiuntamente dalla FAO (Food and Agriculture Organization) e dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

La metodologia HACCP permette di valutare tutte le possibili alternative per identificare le azioni di controllo e prevenzione più efficaci.

Le attività legate alla gestione del rischio comprendono:

  • Valutazione dei rischi
  • Valutazione delle possibili alternative per la gestione dei rischi
  • Implementazione delle decisioni in materia di gestione dei rischi
  • Monitoraggio e verifica

 Oltre ad essere obbligatoria in Italia, l’adozione di un corretto sistema HACCP offre all’azienda la possibilità di:

  • Comunicare fiducia ai consumatori, dimostrando che gli alimenti vengono prodotti attraverso processi sicuri.
  • Dimostrare di aver preso tutte le ragionevoli precauzioni per garantire la sicurezza degli alimenti.
  • Permettere ai clienti di richiedere la certificazione e la valutazione dei fornitori, se operano in un Paese con una legislazione rigorosa in materia di sicurezza alimentare.
  • Ridurre il numero di controlli effettuati dai clienti e, di conseguenza, risparmiare costi e tempi di gestione.
  • Ridurre gli scarti e i richiami dei prodotti.
  • Migliorare le relazioni con le autorità preposte alla sicurezza agroalimentare.
  • Aumentare l'efficienza dei processi.

MISURAZIONI TERMOMETRICHE

Il D.L. 155/97 per il controllo degli alimenti stabilisce nell’allegato tecnico capitolo IX, punto 4: “4. Le materie prime, gli ingredienti, i prodotti intermedi e quelli finiti, sui quali possono proliferare microrganismi patogeni, o formarsi tossine devono essere conservati a temperature che non provochino rischi per la salute pubblica.” Ed il sistema HACCP individua sempre quale punto critico il controllo della temperatura, ove questo sia necessario.
Il controllo della temperatura consiste nel:

  • continuo monitoraggio delle temperature indicate dai termometri dei frigo
  • verifica periodica del corretto funzionamento dello strumento (taratura del termometro)

La periodicità della taratura del termometro del frigorifero deve essere effettuta almeno una volta l’anno raffrontando la temperatura da esso indicata con quella di uno strumento di riferimento certificato.

Il possesso di un TERMOMETRO CERTIFICATO non è frequente perché costoso, di non facile manutenzione e di non facile utilizzo. Pertanto può risultare conveniente per voi utilizzare il servizio di controllo dei vostri termometri/frigo che vi proponiamo, tenendo presente che il certificato che vi rilasciamo a seguito del nostro intervento ha anche un valore tecnico superiore (controllo di parte terza) al semplice controllo interno aziendale.

07 Ott

Sicurezza Cantieri 494

Per i Committenti (immobiliari, privati, aziende di altri settori)

Incarico di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione.
(Riferimento : art. 4, comma 1, del D.Lgs. 494/96 e delle sue successive modificazioni ed integrazioni).
Con alcune limitazioni, legate alle dimensioni del cantiere, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il Committente, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, deve designare il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione.
Il coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, durante la progettazione esecutiva dell’opera, e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte provvede alla redazione di un Piano di Sicurezza e Coordinamento ed alla predisposizione di un fascicolo per la successiva manutenzione dell’opera.

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento, che deve essere parte integrante del contratto d’appalto, viene utilizzato durante l’esecuzione dei lavori. Esso contiene l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi, e le conseguenti procedure, gli apprestamenti e le attrezzature atti a garantire, per tutta la durata dei lavori, il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e la tutela della salute dei lavoratori, nonché la stima dei relativi costi. Il piano contiene anche le misure di prevenzione dei rischi risultanti dalla eventuale presenza simultanea o successiva di più Imprese o dei lavoratori autonomi ed è redatto anche al fine di prevedere, quando ciò risulti necessario, l’utilizzazione di impianti comuni quali infrastrutture, mezzi logistici e di protezione collettiva.
Normalmente il piano è costituito da una relazione tecnica, da una serie di schede di dettaglio relative ad ognuna delle fasi di lavoro, dal programma dei lavori, da uno o più elaborati grafici (planimetrie, sezioni, etc.) illustranti i lay out del cantiere e la descrizione delle procedure di intervento e dalla stima dei costi della sicurezza. Per interventi all’interno di aziende in attività, il Piano viene progettato nel dettaglio con particolare attenzione alle esigenze produttive e di sicurezza dell’Azienda Committente.

Il Fascicolo dell’Opera viene utilizzato successivamente in occasione dei futuri interventi di manutenzione sull’opera realizzata e contiene l’indicazione delle misure si sicurezza da adottarsi e degli apprestamenti già predisposti in sede di realizzazione dell’opera. Normalmente il fascicolo é costituito da una serie di schede, ognuna per ogni intervento di manutenzione previsto, e di uno o più elaborati grafici illustrativi. E’ allegata al fascicolo tutta la documentazione tecnica relativa all’opera da consultarsi in sede di manutenzione  che deve essere prodotta dall’appaltatore (elaborati as built architettonici, strutturali ed impiantistici, certificazioni, schede tecniche di materiali ed impianti, etc.).

Incarico di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Esecuzione dei Lavori.
(Riferimento : art. 5 del D.Lgs. 494/96) :
Durante l’esecuzione dei lavori, il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori :

  • Verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;
  • Verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza delle imprese esecutrici e adeguare il piano di sicurezza e coordinamento e il fascicolo dell’opera in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute;
  • Organizza tra i datori di lavoro, compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione;
  • Verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
  • Segnala al committente, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alla legge ed alle prescrizioni del piano e propone le misure da adottarsi;
  • Sospende in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate.

Nella pratica l’attività del coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori si svolge attraverso una serie di visite in cantiere (con cadenza variabile secondo l’intensità dell’attività, comunque almeno settimanale), durante le quali viene verificato l’andamento dei lavori ed il rispetto delle normative di sicurezza e delle prescrizioni del Piano. Inoltre il coordinatore verifica, attraverso una check list, la regolarità dei Piani Operativi di Sicurezza delle imprese esecutrici e, nel caso di presenza di più appaltatori, promuove ed organizza un’attività di informazione e coordinamento reciproco. E’ infine il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione che, ove necessario, provvede alla revisione ed all’adeguamento del Piano di Sicurezza e Coordinamento.

Incarichi complementari

Gestione della notifica preliminare (riferimento : art. 11 del D.Lgs. 494/96)
Il Committente, prima dell’inizio dei lavori ed in occasione dell’ingresso di nuove aziende in cantiere, deve trasmette all’azienda unità sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmente competenti un documento denominato “notifica preliminare”, con il quale vengono comunicati i dati più importanti relativi al cantiere nonché gli estremi delle imprese esecutrici. L’inadempienza é sanzionata.
E’ prassi comune che il coordinatore in fase di esecuzione dei lavori collabori con il Committente, fornendogli tutti i dati necessari all’inoltro della notifica e di tutti i suoi aggiornamenti.

Gestione della documentazione circa la regolarità delle imprese (riferimento : art. 36bis del D.Lgs. 248/06)
L’abnorme estensione del fenomeno del lavoro nero nel settore dell’edilizia ha portato negli ultimi anni all’emanazione di una serie di provvedimenti normativi che rendono anche il Committente responsabile in solido delle eventuali inadempienze dell’appaltatore e dei subappaltatori in materia di regolarità contributiva e retributiva (Legge Biagi). Il controllo degli adempimenti delle imprese é quindi obbligatorio. Con il recente “Decreto Bersani” il mancato controllo, in caso di irregolarità riscontrate, viene anche pesantemente sanzionato.
Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori può fornire collaborazione al Committente, controllando la documentazione in cantiere e l’identità del personale presente. In sede di emissione degli stati di avanzamento può essere fornita un’ulteriore collaborazione nella raccolta della documentazione probante la regolarità dei versamenti delle imprese.

Per le Imprese del settore delle costruzioni ed in generale per quelle che operano (anche episodicamente) all’interno dei cantieri

Collaborazione alla redazione dei Piani Operativi di Sicurezza
I datori di lavoro delle imprese esecutrici, per ogni cantiere, devono produrre un Piano Operativo di Sicurezza, che corrisponde per il singolo cantiere al documento di valutazione dei rischi previsto dal D.Lgs. 626/94 e che costituisce un piano complementare e di dettaglio al Piano di Sicurezza e Coordinamento del cantiere.
Possono anche essere istituiti rapporti per la collaborazione alla redazione di più piani operativi successivi, così come può essere applicata un’attività di formazione del personale interno all’azienda per la redazione in proprio dei piani stessi.

07 Ott

Sicurezza Aziendale 626

I nostri servizi

La nostra società, grazie anche ai nostri partners, è in grado di offrire consulenza a 360° per quanto concerne la sicurezza in particolare:

  •  Documento della valutazione dei rischi
  •  Check up dello stato dell’azienda
  •  Valutazione dei rischi da rumore
  •  Valutazione dei rischi da incendio e predisposizione del relativo documento
  •  Valutazione del rischi Chimico
  •  Valutazione del rischio Biologico
  •  Predisposizioni di Piani Operativi di Sicurezza (POS)
  •  Consulenza sanitaria con Medico Competente (MC)
  •  Formazione RSPP, Funi, Ponteggi in aula
  •  Formazione 626, rischio rumore, antincendio, pronto soccorso ed altro ancora sia in aula che FAD.
  • Il sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro ( SGSL )

La gestione della salute e della sicurezza sul lavoro costituisce parte integrante della gestione generale dell’azienda integrabile con un sistema di qualità ISO.

Un SGSL aiuta a migliorare i risultati aziendali in materia di sicurezza attraverso l’analisi delle dinamiche e dei processi aziendali, la definizione di una politica per la sicurezza con obiettivi misurabili e l’individuazione di nuovi modelli di comportamento.
Il SGSL, che prevede un’adozione volontaria, potrà avere successo perché fermo restando il rispetto delle norme di legge:
– Assicura alla direzione, ai Clienti e alle società di assicurazioni che i requisiti legislativi sono tenuti sotto controllo e rispettati: – è economicamente giustificabile, in quanto produce anche economie di gestione;- migliora le capacità di adattamento all’evoluzione di leggi, regolamenti e norme di buona tecnica;- coinvolge i lavoratori e i loro rappresentanti nel sistema di gestione migliorando i rapporti con essi.

07 Ott

Consulenze SOA

La Qualificazione
L'entrata in vigore del D.P.R. 34/2000 ha aperto nuovi scenari per le imprese che operano nel settore dei lavori pubblici. La normativa rende necessaria per tali imprese il possesso della "Attestazione di Qualificazione" per poter partecipare a gare di affidamento di LL.PP.
L'Attestazione viene rilasciata da apposite Società Organismo di Attestazione (SOA) il cui compito è quello di garantire l'esistenza reale in capo all'Impresa dei requisiti di ordine generale, tecnico-organizzativi, economico-finanziari, necessari per l'esecuzione dei LL.PP., così come previsti dal D.P.R. 34/2000.


Viene dunque definitivamente sostituito il vecchio modello di qualificazione che vedeva l'Albo Nazionale Costruttori come perno della selezione dei soggetti ammessi alle gare; ai sensi del D.P.R.
L'Attestazione definisce le categorie di lavori per i quali un'impresa è abilitata a concorrere e l'importo massimo di bando cui essa può concorrere in virtù della sua "cifra d'affari in lavori"


La qualificazione che si va a conseguire con l'Attestazione è imperniata su due livelli:

  1.  Certificazione del sistema di qualità secondo le norme ISO 9000 rilasciata da soggetti accreditati in base alla normativa europea; o in alternativa Dichiarazione attestante la presenza di elementi del sistema qualità significativi e tra loro correlati (in alternativa alla certificazione vera e propria di cui sopra)
  2. Requisiti di ordine generale nonché tecnico-organizzativi ed economico finanziari conformi alle disposizioni comunitarie in materia di qualificazione (viene proposto un nuovo regolamento strutturato in modo simile al vecchio modello facente capo all'abolito Albo Costruttori ma cambiato sia in termini di requisiti che di organismi competenti a verificarli ed attestarli)

La verifica dell'esistenza in capo alla singola impresa dei requisiti di ordine generale, dei parametrici tecnico-organizzativi ed economico-finanziari che costituivano la base del regolamento dell'A.N.C. continuerà ad essere indispensabile, sebbene non saranno più i Comitati presso i Provveditorati alle OO.PP. o presso il Ministero dei LL.PP. a valutarli bensì organismi di diritto privato (le cosiddette "SOA") all'uopo autorizzati.


Tempi, durata e costi dell'Attestazione


L'attestazione viene rilasciata mediamente entro 90 giorni dalla data di stipula del contratto. Con la riforma introdotta dal D.P.R. n° 93/2004 la durata dell’efficacia dell’attestazione di qualificazione è di cinque anni, con verifica triennale del mantenimento dei requisiti di ordine generale e di capacità strutturale. L’impresa deve sottoporsi alla verifica triennale presso la stessa SOA che ha rilasciato l’attestazione oggetto di revisione.
Il compenso spettante alle S.O.A. per lo svolgimento di tale attività varia in relazione all'importo complessivo delle qualificazioni richieste nelle varie categorie e al numero delle categorie generali o specializzate per le quali si chiede la qualificazione.
Il corrispettivo minimo è fissato per legge; la formula per il calcolo del compenso è la seguente:


P = [C/ 12.5 00 + (2 * N + 8) * 413,16] * 1,0413 * R

dove
C = Importo complessivo delle qualificazioni richieste nelle varie categorie
N = Numero delle categorie generali o specializzate per le quali si chiede la qualificazione
R = Coefficiente di aggiornamento Istat (per il 2005 è pari a 1,07).
E' importante sottolineare che il risultato della formula è il VALORE MINIMO previsto dalla legge. Le SOA possono richiedere un corrispettivo maggiore di tale importo, ma non superiore al doppio del valore minimo.

07 Ott

Ecolabel

Un Fiore è il simbolo dell'Ecolabel europeo che contraddistingue prodotti e servizi a minor impatto ambientale. Per i produttori l'Ecolabel europeo può essere una opportunità per poter dimostrare il loro impegno e la loro attenzione alle problematiche ambientali in un mercato sempre più sensibile a queste tematiche. Per i consumatori è la via  migliore per identificare e scegliere prodotti che rispettano l'ambiente.

Che cos'è l'Ecolabel europeo?

L'Ecolabel è il marchio europeo di certificazione ambientale per i prodotti e i servizi nato nel 1992  con l'adozione del Regolamento europeo n. 880/92, e aggiornato con il nuovo Regolamento n. 1980 del 17 luglio 2000.
E'  uno strumento ad adesione volontaria che viene concesso a quei prodotti e servizi che rispettano criteri ecologici e prestazionali stabiliti a livello europeo.  
L'ottenimento del marchio costituisce, pertanto, un attestato di eccellenza che viene rilasciato solo a quei prodotti/servizi che hanno un ridotto impatto ambientale. I criteri sono  periodicamente sottoposti a  revisione e resi più restrittivi, in modo da favorire il miglioramento continuo della qualità ambientale dei prodotti e servizi.

Chi può richiedere l'Ecolabel europeo?

Le domande di assegnazione del marchio di qualità ecologica possono essere presentate da produttori, importatori, prestatori di servizi e distributori all'ingrosso e al dettaglio. I distributori possono presentare domanda solo per i prodotti che immettono in commercio contrassegnandoli con il proprio marchio.

Come si ottiene l'Ecolabel europeo?
 
Un prodotto/servizio per ottenere il marchio di qualità ecologica deve rispettare i requisiti previsti dai criteri adottati a livello europeo per quel gruppo di prodotti.
Un manuale tecnico, concepito per accompagnare il richiedente nell'iter di attuazione dello schema,  è disponibile per ciascun gruppo di prodotto/servizio. Ciascun  manuale contiene tutte le informazioni sui criteri e sui rapporti di prova necessari per il rilascio del marchio per quel gruppo di prodotti.  
La domanda, insieme con il fascicolo tecnico, tutti i documenti necessari per la valutazione tecnica  di conformità ai criteri, la ricevuta del versamento delle spese di istruttoria, il certificato di iscrizione alla Camera di commercio, deve essere presentata al Comitato Ecolabel-Ecoaudit, Sezione Ecolabel, che provvede ad inoltrarla ad APAT per l'esecuzione dell'istruttoria tecnico-amministrativa. APAT ha 60 giorni di tempo per verificare la conformità del prodotto/servizio ai criteri Ecolabel di riferimento e per comunicare il risultato al Comitato. Se l'istruttoria ha esito positivo il Comitato, entro 30 giorni, concede l'etichetta, informa la Commissione Europea, e sottoscrive con il richiedente un contratto relativo alle condizioni di uso del marchio stesso.


Quali sono i vantaggi che possono derivare dall'Ecolabel Europeo?


L'Ecolabel costituisce un vantaggio competitivo legato all'aumento di visibilità sul mercato e all'allargamento del target clienti. Il marchio, infatti, dà la possibilità di avvalersi di un elemento distintivo, sinonimo di qualità ambientale e prestazionale, che può evidenziare il prodotto/servizio su tutto il mercato europeo e attirare il consumatore attento alla salvaguardia ambientale.
Al consumatore l'Ecolabel europeo garantisce che il prodotto:
ha un minor impatto ambientale rispetto agli altri prodotti presenti sul mercato;
è stato sottoposto a severissimi test per assicurarne le qualità ambientali e prestazionali; scegliendo prodotti/servizi Ecolabel, quindi, il consumatore contribuisce a migliorare l'ambiente, riceve un'informazione trasparente e credibile, acquista prodotti che non hanno componenti dannosi alla salute, e verificati da un Organismo indipendente.
 
Al produttore e al distributore l' Ecolabel europeo:

  • consente di richiedere per i propri prodotti un marchio valido in tutti i Paesi europei;
  • accresce la visibilità sul mercato nazionale ed europeo;
  • dà  una pubblicità aggiuntiva attraverso le campagne di promozione dell'UE e degli Stati membri, i siti web dedicati, etc.
  • Ulteriori benefici, infine, possono derivare dal crescente sviluppo del mercato verde, e dalle iniziative che sono allo studio dell'UE e degli Stati membri per  aumentarne la diffusione (IPP, Libro Verde, Green Public Procurement, etc.).
05 Ott

EMAS

Il Sistema comunitario di ecogestione e audit

L'Eco-Management and Audit Scheme, conosciuto come EMAS, istituito con Regolamento (U.E.) 1836/93, ed aperto alle Autorità Locali con successivo Regolamento U.E. n. 761/2001 è uno strumento di politica ambientale, gestito dagli Stati membri dell'Unione Europea e designato ad incoraggiare ogni tipologia di Organizzazione allo sviluppo delle migliori condizioni ambientali.
EMAS rappresenta il riconoscimento ufficiale a livello europeo del raggiungimento di performances di eccellenza. Imprese pubbliche e private, sulla base di una scelta rigorosamente volontaria, partecipano attraverso EMAS ad un sistema di gestione ambientale atto a sviluppare un programma ambientale in base a regole precise, sottoposto a verifica costante e reso pubblico.
EMAS non solo è compatibile con il modello di gestione ambientale internazionale ISO 14001, ma va oltre nella richiesta dei requisiti di miglioramento, nel coinvolgere in maniera attiva  i dipendenti, nelle conformità legali e nella comunicazione con gli stakeholders. Soltanto EMAS richiede che si produca una Dichiarazione indipendente con un report di verifica.
La verifica delle richiamate prestazioni avviene attraverso un esperto accreditato, definito come "verificatore ambientale".
Al corretto verificarsi di tutte le condizioni preliminari. L'Organizzazione verrà iscritta in un apposito Registro Comunitario e la Registrazione avrà immediato valore per tutti gli Stati attuali e futuri dell'unione Europea, secondo criteri di reciprocità.
Il miglioramento delle prestazioni ambientali e dei rapporti con il pubblico e le Istituzioni, le maggiori garanzie in termini di sicurezza, la razionalizzazione dei processi di produzione e dell'intero sistema di gestione dell'azienda legati all'EMAS aumentano il vantaggio competitivo delle imprese che vi aderiscono e la visibilità della Pubblica Amministrazione.
Il Ministero dell'Ambiente e l'impegno EMAS
L'impegno del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio è quello di portare nel 2006 l'Italia ad essere leader in Europa nell'adozione del sistema EMAS di qualità ambientale: in altre parole di creare un "Modello Italia" di certificazione in qualità ambientale che possa rappresentare un punto di riferimento per gli altri Paesi Europei, soprattutto per quelli di recente o prossima adesione all'Unione.
Il Ministero intende supportare con grande decisione l'azione di promozione del Comitato EMAS ed ha grande attenzione alle esigenze specifiche del nostro Paese (ad esempio per quanto riguarda il tema della cosiddetta "Certificazione di Distretto") ed ai processi in corso a livello Comunitario per il nuovo Regolamento (EMAS III) previsto per la metà del 2006.
E' sulla base della stessa sensibilità e della necessità di favorire le Organizzazioni Italiane certificate che il Ministero ha inserito il tema della certificazione in generale e della certificazione EMAS in particolare tra i principi fondanti del disegno di legge di delega per il riordino della legislazione ambientale approvato dal Parlamento Italiano.
"Altero Matteoli Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio"
EMAS: Strumento dello sviluppo sostenibile
"sviluppo che garantisce i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future (senza superare perciò la capacità di rinnovamento delle risorse)"
E'quindi in atto un cambiamento di mentalità radicale in tutta la Società, dovuto al fatto che le problematiche legate alle alterazioni dell'ecosistema entrano sempre più di frequente nel quotidiano, mettendo in evidenza la rete articolata e fragile di interazioni tra elemento umano, attività produttive ed effetti di questi fattori sull'ambiente. Al giorno d'oggi le responsabilità di una impresa o di una Amministrazione vanno oltre le semplici considerazioni finanziarie; bisogna infatti considerare anche l'impatto ambientale e sociale delle attività svolte.
Prestazioni ambientali eccellenti, che una volta venivano ritenute un costo esterno, stanno diventando parte integrante delle valutazioni economiche di una impresa.
I mutamenti culturali in atto, nel passaggio dalle vecchie logiche impositive a rapporti fiduciari tra i diversi protagonisti della scena economica e i responsabili politico istituzionali centrali e periferici, rispondono a queste richieste e sono in pieno consonanti con l'evoluzione della "Governance" che ha come regola la definizione di una politica di gestione integrata per lo sviluppo sostenibile incentrata non più solo sulla componente economico-finanziaria ma anche su quella sociale ed ambientale.
E' questa, chiaramente, una nuova chiave di lettura dello sviluppo sostenibile, da raggiungere tramite la definizione di un modello organizzativo che non deluda le legittime aspettative di tutti gli stakeholders.
Percorrere la strada dello sviluppo sostenibile significa, per l'impresa, gestire il proprio business in modo da migliorare le proprie performances economiche, ma contemporaneamente anche tutelare l'ambiente naturale mentre la Pubblica Amministrazione dovrà continuamente rendere conto delle proprie azioni, esplicitando pertanto non solo gli obbiettivi raggiunti, ma anche le intenzioni che ne sono state all'origine.
Il valore di un'azienda aumenta se questa ha imparato a definire, catturare, gestire e rendicontare, utilizzando un numero crescente di efficaci indicatori di performance, che possano essere compresi e apprezzati dal più vasto numero di interlocutori dell'Azienda stessa. Infatti, se i clienti, i dipendenti, gli investitori, le collettività di riferimento e i fornitori capiscono che tipo di business un'azienda sta effettivamente conducendo, con quali effetti e quali intenzioni programmatiche, è più probabile che siano disposti a supportarla, contribuendo, nel lungo periodo, alla sostenibilità delle scelte effettuate.  
È ad EMAS che si deve la promozione di un approccio basato sulla responsabilità condivisa per la protezione dell'ambiente e l'ampliamento del campo degli strumenti da utilizzare.
EMAS come sistema di gestione ambientale
Cosa significa GESTIRE L'AMBIENTE?
Semplicemente organizzare le proprie attività aziendali in modo da contenere i rischi ambientali, gli impatti nocivi, garantendo la sicurezza del lavoro e preservando le risorse naturali.
Qualsiasi tipologia di attività ha "impatto ambientale": dall'utilizzo di acqua, alle risorse energetiche, alla fabbricazione dei prodotti, agli imballaggi, ai trasporti, alle forniture e prestazioni di servizi, ai rifiuti.
 
EMAS è il mezzo idoneo per una corretta gestione ambientale, perché consiste in un sistema che indica azioni e strumenti, pianifica obiettivi e mezzi attraverso i quali migliorare le prestazioni di un'Organizzazione per la salvaguardia e la protezione dell'ambiente; e che consente anche di migliorare la qualità complessiva del Mercato ed in generale del sistema produttivo.
Verso EMAS III
EMAS è stato lanciato a livello europeo nel 1993 ed è stato sottoposto a revisione nell'aprile 2001, introducendo in particolare:

  • la possibilità che aderiscano allo schema le organizzazioni di tutti i settori;
  • la valutazione non solo degli aspetti ambientali diretti ma anche di quelli indiretti;
  • l'adozione di un nuovo logo EMAS;
  • la partecipazione dei dipendenti;
  • l'integrazione con la norma EN/ISO 14001 come riferimento per il sistema di gestione ambientale di EMAS.
  • La certificazione ISO 14001 è uno standard internazionale, e come tale è riconosciuto praticamente ovunque.
  • L'EMAS invece discende da un Regolamento Europeo. Il suo campo di validità geograficamente più ristretto viene dilatato dal carattere divulgativo della Dichiarazione che permette un forte  ritorno di immagine per l'evidenza connessa alla Dichiarazione ambientale, alla sua convalida e per il fatto che si tratta di una Registrazione ufficiale deliberata da un Organismo nazionale competente (nel caso Italiano da un Comitato Interministeriale emanazione di quattro Ministeri) ed inserita in un elenco pubblico comunitario.
     

EMAS quindi può evolvere da ISO 14001 ma può essere previsto anche come strumento autonomo. Le esperienze maturate nel nostro Paese e nel gli altri Paesi dell'area Comunitaria sono oggi alla base di un continuo confronto (al quale l'Italia tramite i Comitato EMAS, partecipa in maniera molto attiva e propositiva) in previsione di un ulteriore  Regolamento Comunitario su EMAS (il così detto EMAS III) che, con tutta probabilità andrà ad interessare la compatibilità tra gli strumenti di certificazione ambientale e quelli previsti per il "sociale", se non addirittura ipotesi di convergenza tra EMAS ed Ecolabel.
Nell'apposita Commissione prevista dall'art. 14 del regolamento 761 del 2001 (nella quale i Comitato rappresenta formalmente il Governo Italiano) viene anche discussa una specifica proposta italiana sul tema della così detta "certificazione di distretto" (Certificazione EMAS negli ambiti produttivi omogenei).

05 Ott

Iso 22000 – Sistema di certificazione Agroalimentare

ISO 22000 è una norma fondamentale per i sistemi di gestione della sicurezza nel settore agroalimentare, che consente a tutte le aziende coinvolte nella filiera di identificare i rischi cui sono esposte e di gestirli in modo efficace.
Le imprese del settore agroalimentare sono soggette a pressioni sempre crescenti, sia dal punto di vista legislativo, sia in seguito alle legittime richieste di sicurezza e garanzia che provengono dai clienti e dai consumatori. In questo scenario l'impegno delle aziende verso una gestione attenta dei rischi diventa un importante vantaggio competitivo.
La norma ISO 22000 è stata concepita per essere compatibile e armonizzata con le altre norme internazionali per i sistemi di gestione, come l'ISO 9001. Si tratta quindi di una norma che può essere integrata con i sistemi e i processi già esistenti.
La norma ISO 22000 è applicabile a tutte le aziende che operano in forma diretta o indiretta lungo tutta la filiera agroalimentare, inclusi i produttori di packaging o detergenti, le imprese di pulizia, le società di disinfestazione, le lavanderie industriali, etc.
Questa norma consente alle imprese del settore di valutare e dimostrare la conformità dei prodotti in termini di sicurezza alimentare e di garantire un controllo efficace dei fattori di rischio.
Lo standard garantisce la sicurezza agroalimentare "dal campo alla tavola" sulla base di elementi fondamentali riconosciuti a livello internazionale da tutti gli operatori del settore:

  • Comunicazione interattiva: elemento innovativo e fondamentale che definisce un flusso di informazioni strutturate sia verso l’interno che verso l’esterno dell’azienda, per garantire un controllo efficace dei fattori di rischio.
  • Gestione di sistema: permette il controllo di tutte le interazioni tra gli elementi che costituiscono il sistema, per garantire l'efficienza e l'efficacia del sistema stesso.
  • Prerequisiti: adozione degli schemi di Good Manufacturing Practice, Good Hygiene Practice, Good Agricultural Practice, delle procedure di manutenzione per attrezzature ed edifici e di disinfestazione.
  • Principi HACCP: metodologia di base per la pianificazione di processi produttivi sicuri e adatti a ogni singola azienda, senza appesantimenti di carattere burocratico.

I vantaggi della certificazione ISO 22000

I vantaggi della certificazione ISO 22000 sono molteplici. ll principale è rappresentato dai miglioramenti tangibili e dimostrabili nelle performance in ambito di sicurezza agroalimentare e da maggiori livelli di garanzia del rispetto della conformità legislativa.
La norma ISO 22000 fornisce efficaci strumenti per comunicare e interagire con tutte le altre parti interessate. Si tratta di un elemento particolarmente importante per dimostrare l'impegno di un'azienda nei confronti della sicurezza alimentare nel pieno rispetto dei requisiti di Corporate Governance, Responsabilità Sociale d'Impresa e Bilancio di Sostenibilità.


Lo sviluppo, l'implementazione e la certificazione secondo la norma ISO 220000 costituiscono un percorso in evoluzione che permette all’azienda di operare secondo una logica di miglioramento continuo.

05 Ott

SA 8000

Certificazione in accordo allo standard SA 8000 (Social Accountability) per il miglioramento delle condizioni di lavoro e il rispetto della salute e della sicurezza dei lavoratori.
La nascita e lo sviluppo dello standard SA8000 (Social Accountability) costituisce un punto di riferimento ormai universalmente riconosciuto e condiviso e uno dei principali elementi della Corporate Social Responsibility.
SA 8000 è uno standard sviluppato dal Social Accountability International (SAI, ex CEPAA) con sede a Manhattan, New York, in cooperazione con un vasto parterre di Aziende, Organizzazioni non governative e sindacati.
Basato sui principi delle 12 convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la convenzione dell'ONU sui Diritti del Bambino, la convenzione dell'ONU per eliminare tutte le forme di discriminazione sulle donne e sulle consolidate norme ISO 9001 e 14001, lo standard di Social Accountability SA 8000 è stato pubblicato nel 1997 con l'obiettivo di combattere lo sfruttamento dei bambini e le condizioni disagiate di lavoro nelle aziende e nei subfornitori.
Nel 2001 è stata emessa una nuova versione dello standard SA 8000, nella quale è stata estesa la protezione anche ai lavoratori a domicilio.
Questo standard di carattere volontario, nato con lo scopo di assicurare il rispetto dell'etica nella produzione di beni e servizi, può essere applicato a tutti i tipi di organizzazione di qualsiasi dimensione e in qualsiasi parte del mondo.
La certificazione SA 8000 utilizza il “Bilancio Sociale” annuale come strumento di dimostrazione della propria coerenza etica.

 

05 Ott

ISO 9001

Le norme della serie ISO 9000 sono state prodotte dall'ISO (International Organization for Standardization) per definire i requisiti internazionali per i sistemi di gestione per la qualità e comprendono:

  • ISO 9000 "Sistemi di gestione per la qualità – Fondamenti e terminologia"
  • ISO 9001 "Sistemi di Gestione per la Qualità – Requisiti" (norma certificabile)
  • ISO 9004 "Sistemi di Gestione per la Qualità – Linee Guida per il Miglioramento delle Prestazioni"
  • ISO 19011 "Linee Guida per la valutazione dei Sistemi di Gestione per la Qualità e dei Sistemi di Gestione ambientale"

Il concetto di sistema di gestione per la qualità si propone di raggiungere dei risultati in grado di soddisfare adeguatamente le esigenze, le aspettative ed i requisiti dei clienti (ISO 9001) ed in prospettiva, di tutte le parti interessate o stakeholders (ISO 9004) ed in questo caso si parla di “Qualità Totale”.

ISO 9001:2000

La nuova Norma ISO 9001:2000 specifica i requisiti che un sistema di gestione per la qualità deve possedere per costituire dimostrazione della capacità di un'Organizzazione di fornire prodotti conformi ai requisiti dei clienti ed alle prescrizioni regolamentari applicabili ed è finalizzata ad accrescere la soddisfazione del cliente.
La ISO 9001:2000 si basa su di una "struttura per processi" che sostituisce la precedente struttura per "punti o elementi" della versione 1994 e rappresenta un importante elemento di novità della nuova Norma. L'obiettivo è di fornire una base universale per la gestione dei sistemi qualità, indipendentemente dalla tipologia di azienda o dal settore economico in cui viene applicata.

PERCHE’ ADOTTARE UN SISTEMA 9001?

La norma non offre solo una ottima occasione di dimostrare agli altri la propria qualità , aumentando il proprio prestigio verso il cliente, ma fornisce anche il miglior modo oggi conosciuto di gestire i propri processi. Possedere un sistema conforme alla ISO 9001 infatti significa in ogni processo utilizzare il metodo PDCA:

  • pianificare sempre
  • seguire precisi procedimenti codificati (procedure) fornendo adeguata formazione agli addetti
  • controllare sempre in modo preciso tutto ciò che viene fatto
  • monitorare e riesaminare periodicamente tutto per vedere cosa migliorare

Pertanto sicuramente conduce a minori dispersioni di tempo e risorse, ad un corretto rapporto con il cliente, a risparmi economici  di vario tipo, ripagando abbondantemente costi ed impegni per raggiungere la certificazione, tenendo conto che i costi di certificazione oggi sono molto più bassi rispetto al passato.
Inoltre la ISO 9001 è “IL SISTEMA” : tutte le certificazioni di altro tipo (ambientale, etica, sicurezza ecc.) sono armonizzate con la ISO 9001, che è lo strumento base senza il quale non si possono costruire altri sistemi.
Chi infine vuole veramente andare verso la qualità totale, può utilizzare la norma 9004 (non certificabile), la quale veramente consente di migliorare tutto: leadership, rapporti etici, rapporti con le maestranze, clienti, fornitori, verso la reale eccellenza di una azienda moderna ed efficiente.

05 Ott

Standard IFS

Che cos'è

Lo Standard IFS (International Food Standard) è il corrispettivo del BRC per i paesi dell'area centro-europea (Austria, Svizzera, Francia e Germania).
E' stato sviluppato da un consorzio al quale aderiscono le realtà più rappresentative dei retailer del centro Europa, il BDH (Unione Federale delle Associazioni del Commercio tedesche) e FCD (l'organo di rappresentanza dei retailer francesi).
Ha lo scopo di favorire l'efficace selezione dei fornitori food a marchio della GDO, sulla base della loro capacità di fornire prodotti sicuri, conformi alle specifiche contrattuali e ai requisiti di legge.
Punti chiave
Lo standard individua gli specifici elementi di un sistema di gestione focalizzato sulla qualità e sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, che prende come riferimento per la pianificazione e implementazione la metodologia HACCP.
I principali elementi sono:
adozione delle buone pratiche di riferimento
adozione di un sistema HACCP
adozione di un sistema di gestione per la qualità documentato
controllo di standard per gli ambienti di lavoro, per il prodotto, per il processo e per il personale
esistenza di appropriate specifiche per:

  • materie prime (compresi i materiali di confezionamento),
  • prodotto finito,
  • prodotti intermedi/semilavorati (dove richiesto),
  • monitoraggio dei fornitori,
  • posizionamento del sito,
  • l'accumulo, la raccolta e l'eliminazione del materiale di rifiuto,
  • standard igienici e di organizzazione per il personale,
  • controllo di processo.

Versione 4

La revisione 3 dell’International Food Standard (IFS) è stata redatta per mano dei retailer tedeschi agli inizi del 2002.
Nel corso dell’anno l’adozione di IFS è stata ampiamente promossa in Germania e, come diretto risultato delle pressanti richieste da parte di grandi catene distributive quali Metro, Aldi e Edeka, tale standard è stato accettato e si è diffuso in tutta l’Europa.
 
 
Questa nuova versione ha cominciato ad essere promossa e richiesta da parte delle catene distributive dal mese di marzo 2004 e da luglio di quell'anno tutti gli organismi di certificazione riconosciuti hanno dovuto condurre gli audit a fronte della revisione 4.
Infine, per quanto riguarda le analisi del prodotto (5.7) numerosi sono i nuovi requisiti inseriti sotto il capitolo delle analisi sensoriali condotte internamente dall’azienda.


Nuovi requisiti

Sono stati introdotti due paragrafi completamente nuovi, entrambi a livello base: il paragrafo 4.19 relativo alla rintracciabilità degli OGM e il paragrafo 4.20 relativo al rischio allergeni. I due paragrafi richiedono identificazione e rintracciabilità del prodotto, a partire dalla materia prima fino al prodotto finito, la prevenzione della contaminazione crociata e l’etichettatura sia degli allergeni che degli OGM.
Molti altri nuovi requisiti sono stati aggiunti ad esempio ai paragrafi riguardanti le pulizie e l’igiene (4.9), il trasporto (4.13), e le analisi sul prodotto (5.7).
La nuova versione di IFS possiede un maggior numero di requisiti a livello base. Ciò è dovuto al fatto che le dichiarazioni d’intenti con cui comincia ogni paragrafo dello standard, a differenza della versione 3, sono state numerate come requisiti. Tali dichiarazioni d’intenti stabiliscono e riassumono, analogamente a quanto avviene per lo standard BRC Global Standard – Food, una descrizione generale dei requisiti che il produttore è tenuto a soddisfare, relativi a quel paragrafo. E’ da ricordare anche che, tale dichiarazione d’intenti, nella versione 3 di IFS, riguardava sia i requisiti a livello base, sia a livello alto che a livello di raccomandazione.

Cambiamenti di livello

Un importante cambiamento di livello riguarda l’eliminazione di uno dei 5 criteri KO (vedi tabella 5). Il criterio KO che richiede la “determinazione di un numero gestibile di CCP, rilevanti per lo specifico settore” è stato eliminato come KO ed è diventato un requisito a livello base. Ciò significa che se viene rilasciato il livello D per questo requisito base, il certificato può essere comunque rilasciato all’azienda dopo aver ricevuto il piano di miglioramento e/o in seguito all’esito positivo di un’eventuale audit di follow up, se necessario (vedi diagramma 4).
 
Degno di nota è il numero di cambiamenti di livello relativo al paragrafo 2.1 Responsabilità della Direzione. Nella versione 3, erano presenti 5 requisiti a livello base, 6 a livello alto e 1 a livello di raccomandazione.
 
Nella nuova versione 4 tutti e 6 i requisiti del livello alto sono stati trasferiti a livello base. Ora quindi ne abbiamo 10 a livello base e 1 solo a livello di raccomandazione.

Requisiti eliminati

Nella versione 4 di IFS non ci sono solo requisiti nuovi e aggiuntivi, ma anche requisiti che sono stati cancellati, rispetto alla precedente edizione. Per esempio il requisito 4.6.1 della versione 3, riguardante gli approvvigionamenti, la selezione ed il riesame dei fornitori, è stato eliminato. Così come il requisito a livello di raccomandazione, relativo alla rilevazione di corpi metallici/corpi estranei (5.7.6) -che richiedeva che gli apparecchi di misura inadeguati dovessero essere contrassegnati- è stato cancellato.
Iter di certificazione

  • Formulazione di un'offerta economica (anche senza impegno);
  • stipula di un contratto di certificazione;
  • visita di valutazione in azienda da parte di esperti di settore;
  • rilascio del certificato e iscrizione dell'Organizzazione negli elenchi.

Vantaggi

  • Le possibili sinergie tra i diversi schemi consentono  una riduzione dei tempi e dei costi necessari per le diverse verifiche ispettive. Infatti avere un referente unico per tutte le certificazioni aziendali permette l'ottimizzazione delle sinergie possibili tra questi standard e la ISO 9001:00 (Sistema di gestione per la qualità)  o la UNI 10854 (Sistema di autocontrollo igienico); per cui si può concentrare l'intervento dell'Ente di certificazione in un'unica verifica, evitando di controllare più volte gli aspetti comuni ai vari schemi, con evidente risparmio di tempo, energia e costi.  
  • La riconoscibilità internazionale dello  Standard che permette di rispondere alle richieste di clienti da tutta Europa.
  • Per le aziende che già applicano un sistema di gestione per la qualità secondo le ISO 9000 o utilizzano la metodologia HACCP la conformità a questi standard risulta molto rapida.
  • La riduzione di verifiche ispettive di parte seconda, cioè quelle effettuate per conto dei clienti sull'Azienda fornitrice, con diminuzione dei costi da sostenere, sia diretti (spese relative alle verifiche ispettive), che indiretti (inevitabili rallentamenti dell'attività produttiva in coincidenza delle numerose verifiche ispettive di parte seconda).